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Gilberto Colombo: l'inventore e l'uomo

Nella vita privata come in quella professionale Gilberto Colombo è stato una persona di grande umanità e cultura, schivo e sempre generoso negli affetti come sul lavoro, tanto da aver donato moltissimi progetti sviluppati solo per passione e amicizia, e che ha lasciato bellissimi ricordi in tutti coloro che l'hanno conosciuto.

Sul piano umano, qui lasciamo parlare i figli:

SCARICA  >  "In ricordo di mio padre",

di Marco Colombo 

SCARICA  >  "In ricordo di mio padre",

di Roberta Colombo 

 

In ambito professionale Gilberto Colombo è sinonimo di Gilco, perché il marchio Gilco è acronimo di Gilberto Colombo: una figura di straordinario inventore e progettista, che inizia a firmarsi con la sigla Gilco fin dai primi disegni infantili. Gilberto nasce nel 1921; a 17 anni inizia a collaborare con la fabbrica del padre, la Trafileria A.L. Colombo di via Tanzi, a Milano, che trafilava tubi d'acciaio per settori sensibili come l'aeronautica ma non solo: negli anni 30 era già famosa per i suoi mobili in tubolare firmati Columbus, e con lo stesso marchio (che esiste tuttora) firmava i tubi per bicicletta. A soli 21 anni e ancora studente universitario, Gilberto diventa Direttore Tecnico della trafileria paterna impegnandosi nella messa a punto degli impianti produttivi e delle tecniche per produzioni speciali, quale quella dei tubi rinforzati, eseguiti nel reparto diretto dallo zio, Carlo Colombo. Da allora tutta la sua vita sarà una ininterrotta avventura creativa e inventiva.

Anni Quaranta 
Nel 1940, frequentando i primi anni di Ingegneria al Politecnico di Milano, Gilberto conosce fra i docenti Mario Speluzzi, che è anche direttore tecnico nell'ambiente dell'automobilismo sportivo; e qui si approfondisce la sua passione per le problematiche della progettazione in questo campo.
Nel 1946 l’incontro a Modena con Enzo Ferrari da cui inizia un rapporto che, sul piano professionale, sarà di serrata collaborazione per tutti gli anni Cinquanta, mentre sul piano personale durerà tutta la vita. Gilberto si applica alla progettazione delle auto sportive per Ferrari, avviando in proprio la produzione di telai in un reparto dedicato alle applicazioni automobilistiche denominato GC, che allestisce all'interno della A.L. Colombo.
Nel 1947 costituisce anche la società Gilco Autelai. Il primo telaio Gilco viene realizzato per una rielaborazione della Maserati Formula 1 della scuderia Milan dei fratelli Ruggeri. Nel maggio dello stesso anno la Ferrari inizia l'attività sportiva con la 125. In autunno inizia a correre la più potente 159. La Gilco Autotelai conosce una rapida crescita, con commesse trimestrali di 25-30 telai e consegne al ritmo di circa 15 giorni per telaio.

Anni Cinquanta 
Nel 1955 ha luogo, alla 24 ore di Le Mans, il gravissimo incidente che causa anche l'arresto delle corse per sei mesi, mettendo in difficoltà tutto il settore delle vetture sportive. Gilberto ne resta molto turbato anche sul piano umano. In questi anni darà un grande contributo anche alle auto da turismo; in seguito orienterà progressivamente la sua attività sempre più dalla produzione alla progettazione, includendo nuovi campi di interesse. 

Anni Sessanta
Negli anni Sessanta Colombo si rende del tutto indipendente dall'attività paterna, iniziando a dirigere la sua propria trafileria. Mentre la Gilco riduce progressivamente la produzione dei telai per auto, Gilberto Colombo inizia a progettare anche case e barche, approfondendo il suo interesse nel campo della nautica e dell'architettura; è questo il periodo in cui progetta e costruisce anche le due case di famiglia sul lago, a Lierna. Nei primi anni Sessanta nasce l'idea di migliorare lo scafo dell’imbarcazione da regata di classe Star; e già nel 1965 Gilberto costruisce artigianalmente il primo esemplare di Star da lui progettato, che battezza Roberta (come la figlia), attivando a Lierna un piccolo cantiere nautico che proseguirà la propria attività fino al 1975, producendo circa venti scafi.
Nel 1966, nella sede di Novegro dove opera tuttora, acquisisce la Trafiltubi, attiva ancora oggi, e ne specializza la produzione in tubi d'acciaio di alta qualità, non solo tondi ma anche con profili speciali studiati per le applicazioni più sofisticate. Il marchio Gilco inizia così a operare in sinergia con una realtà produttiva in grado di realizzare le soluzioni tecnologiche più sofisticate in risposta ad esigenze estreme.

Anni Settanta 
Fra le attività progettuali di Colombo, in questo periodo, ci sono diverse macchine speciali messe a punto per la Trafiltubi, che restano per lunghissimo tempo esclusiva assoluta della Trafiltubi stessa: fra queste le straordinarie "trafile a tamburo", in grado di trafilare più tubi contemporaneamente. In piena attività, inoltre, il cantiere nautico da lui allestito sul lago di Como, e la sua collaborazione con i cantieri Folli e Lillia. La Star Roberta II, dopo essersi aggiudicata il secondo posto nel 1972, conquista il primo posto al Campionato italiano; come equipaggio Marco Colombo (figlio di Gilberto), insieme a Davide Sigurtà. Nel 1975 anche la Roberta III, con lo stesso equipaggio, vince il Campionato italiano. 

Anni Ottanta
Per quasi tutti gli anni Ottanta le imbarcazioni nate dai progetti di Gilberto, quali le Star dei cantieri Folli e Lillia, conoscono affermazioni internazionali; come la prima vittoria al Campionato del mondo, conseguita nel 1980 da Antonio Gorostegui con uno scafo Star di Folli.
Nel frattempo, all'interno della Trafiltubi nasce il RAS (Reparto Applicazioni Speciali), nel quale si producono tubi esclusivi per i telai di biciclette da corsa e da record, progettati per le migliori Case. Fra le innovazioni messe a punto da Gilberto Colombo in questo periodo, una trafila speciale oleodinamica atta a imprimere spessori differenti nello stesso tubo, e soluzioni destinate a rivoluzionare la storia della bicicletta. Del 1983 è il celebre tubo Gilco S4 “a sezione stellare”, caratterizzato da quattro nervature longitudinali di irrigidimento, e i progetti del telaio Master per casa Colnago.

I suoi studi per la progettazione di un telaio da record si orientano intanto ad avvicinare al centro la ruota posteriore e a ribassare la posizione del manubrio; inoltre a differenziare la sezione dei tubi per garantire migliori prestazioni. Ricerche che lo porteranno a progettare per Cinelli la Laser Nuova Evoluzione, che nel 1991 conquisterà il Compasso d’Oro. Gli studi per l'utilizzo di tubi a sezione differente (da disporre diversamente nel telaio a seconda delle diverse sollecitazioni ricevute) sfoceranno nel brevetto dei tubi MS (e nel telaio MS o Multishape), per Columbus. Il tubo Master viene utilizzato per il telaio di una bicicletta da pista.

Contestualmente Gilberto e il figlio Marco iniziano studi per l'applicazione dei tubi Trafiltubi alla tecnologia per le lampade; ne nascono tubi estremamente sottili ma ad alta resistenza, in grado di fungere da sostegno e anche da conduttori dell' alimentazione, che nel 1985 furono impiegati per realizzare la celebre Dove, una lampada destinata a diventare oggetto cult del design: con continuo successo resterà ininterrottamente in produzione da allora fino ad oggi (attualmente in corso di reingegnerizzazione da parte di Nemo Lighting).
Nel 1986 ben dieci dei primi undici posti del Campionato del mondo della classe Star vengono conquistati da imbarcazioni costruite dai cantieri Folli e Lillia.
Nel 1987 il tubo Master viene utilizzato per la costruzione del telaio Dual a diagonale sdoppiata.

1988
Nel mezzo di un periodo intensamente creativo, Gilberto Colombo muore a soli 67 anni. Il patrimonio tecnico che ci ha lasciato è custodito e sviluppato dalla Trafiltubi secondo una filosofia fedele alla sua vocazione originaria, che resta animata da una profonda passione.

 

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